09 Ago Ideali e approccio in Siamo Stormi
Introduzione al mio idealismo.
La premessa è semplice. Con il mio lavoro partecipo alle attività e allo sviluppo di Enti del Terzo Settore e libere professioniste. Mi ritengo quindi implicata, seppur marginalmente, nei loro risultati, nei cambiamenti sociali che promuovono e nell’impatto che generano.
Il risultato è altrettanto semplice. Non potrei contribuire ad attività che non condivido. Per questo ho avviato Siamo Stormi: per darmi la possibilità di lavorare per progetti e obiettivi in cui credo.
Credo nel tentativo di portare un po’ di sensibilità nel mondo del lavoro e della libera professione, e nei rapporti tra chi offre servizi e chi li paga.
Credo nella ricerca delle somiglianze e credo che le alleanze sulla base di valori e interessi comuni siano non solo possibili, ma potenti nel plasmare la società.
In fondo, chi mira al profitto ad ogni costo ci dimostra che alleanze del genere possono plasmare la realtà, eccome.
A ciò conseguono il desiderio e l’intenzione di fondare i miei rapporti di lavoro sul riconoscimento reciproco di valori in comune.
L’unica maniera a cui sono pervenuta per gettare le basi a rapporti professionali tra simili è la seguente: dichiarare come la penso e per chi voglio lavorare, e non lasciare spazio alla formalità nelle prime fasi conoscitive.
Accettando che sì, ci sarà approssimazione e forse superficialità e ammettendo che sì, i miei stessi valori e le etichette che mi metto addosso cambieranno nel tempo le sfumature del loro significato.
Non faccio volontariato e non faccio la rivoluzione.
Ma il minimo che posso fare è tentare questo approccio.
Approccio.
Il mio approccio ai rapporti professionali racconta molto più della mia visione del mondo che della mia formazione e delle mie esperienze lavorative.
1.
Voglio lavorare per chi è serena nel definirsi antifascista, antirazzista, antisessista e per le organizzazioni che pongono questi valori alla base della loro attività.
2.
So che ogni Ente del Terzo Settore è un micro-mondo a sé con una storia specifica, dinamiche relazionali consolidate, specificità strutturali, culturali e ambientali. Mi impegno a entrare senza presunzione in questo micro-mondo, innanzitutto con la curiosità di chi vuole capire e poi con la determinazione di chi vuole svolgere bene il proprio lavoro.
3.
Mi impegno affinché con le clienti e le referenti dell’ETS la collaborazione si sviluppi armoniosamente in uno spazio sicuro e nel rispetto del carico di lavoro reciproco, retribuito e non retribuito. Allo stesso tempo, quando lavoro con le organizzazioni, non tollero discriminazioni e micro-aggressioni. Questo perchè sono consapevole delle discriminazioni di genere e delle loro conseguenze sul piano materiale ed emotivo.
4.
Mi impegno affinché nessuna si senta esclusa a priori dalla possibilità di beneficiare dei miei servizi. Spesso è la paura dei costi che impedisce di avviare una collaborazione. Da parte mia, mi impegno affinché con me si possa discutere con trasparenza della propria disponibilità economica e mi impegno a formulare preventivi che tengano conto del basso reddito altrui. Alla base di questo trattamento ci deve essere la disponibilità reciproca a parlare di possibilità economiche e tanta, tanta sincerità. Può essere che riusciamo a venirci incontro, può essere che no. Parliamone. Scelgo di agire così perché so che esistono privilegi di classe di cui non tutte godono.
Tutto qua.
E adesso, al lavoro. Avanti tutta!
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