08 Ago Chi sono: viaggio nei miei ultimi quindici anni
Indice
Tempo di lettura: 3-4 min.
Intro.
Da piccola amavo le costruzioni, arrampicarmi sugli alberi e i libri-gioco, quelli in cui la lettrice può intervenire nella storia e agire sugli eventi come più le va.
Più di ogni altra cosa al mondo amavo un paesino dell’Appennino Tosco-Emiliano dove trascorrevo le vacanze nel mese di agosto.
A vent’anni, con delle persone molto speciali, avvio un progetto tanto azzardato quanto FANTASTICO: trasformiamo una casa persa nel fondo di una valle appenninica in un rifugio internazionale per viaggiatrici e viaggiatori.
Per schiribizzo, con la scusa che “di questa casa bisognerà pur parlare, no?”, creo il mio primo sito internet.
Con Blogger. Davvero.
Questi piccoli, fondamentali tasselli biografici anticipano il mio percorso lavorativo che inizia nella communicazione e prosegue nella progettazione sociale.
Il desiderio di partecipare alla vita di una comunità montana, quello di promuovere comportamenti pro-sociali tramite campagne di comunicazione e in ultimo il desiderio di far finanziare e di gestire progetti in cui credo…tutto questo forse davvero prende le mosse da quell’albero di mele su cui mi arrampicavo sempre con la mia amica del cuore Martina.
E certamente tutto è sospinto dall’amore per gli Appennini.
L’avvio nella comunicazione sociale.
Tutto inizia grazie a un invito di Nic a vedere uno spettacolo sulle api e i pesticidi, a Xm24, un centro sociale di Bologna che è stato ingiustamente sgomberato.
Da quello spettacolo teatrale, “La solitudine dell’ape” in versione on the road, prenderà il via una collaborazione come social media manager per la campagna Bee Life promossa dal Coordinamento Apistico Europeo.
E non solo: da lì inizia la mia avventura per l’organizzazione, la realizzazione e la comunicazione del documentario “Con i piedi per terra” (2016), sull’agricoltura biologica e contadina in Italia.
Per realizzarlo ho intrapreso il mio primo lungo viaggio in van: abbiamo attraversato 6 Regioni e realizzato più di 50 interviste.
Prendo la rùzzola, come si suol dire, e non mi fermo più.
Mentre studio alla facoltà di Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università di Bologna, entro a far parte dei più disparati (e disperati, alcuni) progettini che l’universo giovanile e universitario ha da propormi.
Tra i progetti validi annovero l’esperienza con l’Associazione PlacEvent HUB, di cui sono stata co-fondatrice, con la quale abbiamo ideato e realizzato corsi di alfabetizzazione digitale nelle scuole per alunni e genitori.
Quando mi laureo, arriva una chiamata da una Fondazione di Bologna e inizia il mio percorso nella progettazione sociale.
A trar le conclusioni, è dal 2015 che lavoro nell’ambito della comunicazione, per organizzazioni non profit e libere professioniste.
Puoi approfondire le mie competenze nelll’ambito della comunicazione cliccando qui⤵︎
La progettazione sociale.
Conosco la progettazione sociale come volontaria per Action Aid, nel 2013.
Il progetto si chiamava Open Ricostruzione e riguardava il monitoraggio civico della ricostruzione successiva al terremoto in Emilia-Romagna del 2012.
Da allora, ogni lavoro cognitivo che ho svolto è stato nel Terzo Settore.
Dal 2017 al 2020, per la Fondazione bolognese, cerco bandi, scrivo progetti, collaboro alla costruzione di partnership, arrivo a gestire qualche progetto, tengo corsi, formo tirocinanti.
Mi confronto con scadenze, urgenze impreviste e imparo a organizzare bene la mia agenda.
Mi occupo di inserimento lavorativo per persone in condizioni di svantaggio sociale e di micro-impresa, soprattutto femminile.
Mi muovo negli ambiti della formazione, dello sviluppo rurale e dell’agricoltura sociale.
Amo tantissimo il mio lavoro.
Poi lo lascio, perché la chiamata a rendermi autonoma e a esplorare per vie traverse i mondi che mi interessano è così forte e vera che non posso resisterle.
Lascio un contesto ma non perdo la passione per la progettazione sociale, e se oggi sei qui a leggermi è perché sto mettendo in atto un mio personalissimo tentativo di rientrare nel Terzo Settore.
Puoi approfondire la mia esperienza nella progettazione cliccando qui sotto ⤵︎
Una nuova vita nomade.
Dal 2020 vivo in viaggio a bordo del mio camper.
Ho continuato a lavorare nella comunicazione realizzando siti web.
Ho anche continuato ad operare come progettista sociale per associazioni amiche, mentre svolgevo i più diversi lavori.
Soprattutto ho fatto altro, lo ammetto. Ho lavorato in vigna, nella ristorazione, ho letto, ho esplorato, ho messo me stessa dentro un torchio e mi sono ri-formata.
Avevo e ho tuttora bisogno di fare esperienza con il lavoro manuale perché mi interessa stare in campagna, mi fa bene staccare un po’ dal computer, mi piace incontrare le persone che si trovano vivendo come vivo ora.
Dopo anni a progettare intorno all’agricoltura, ho voluto prendere una zappa in mano…e mi ha fatto bene!
Non da subito: in realtà all’inizio mi ha fatto malissimo ma poi sì, mi ha fatto molto bene.
Nel 2025 avvio Siamo Stormi per ributtarmi a capofitto nel “mio”, perché amo il mio lavoro e lo so fare bene.
Formazione.
Laurea Triennale in Scienze del Comportamento e delle Relazioni Sociali (Scuola di Psicologia, Università di Bologna, 2009-12).
Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale, con 110 e Lode e tesi in inglese dal titolo “Evaluation of the NPOs advocacy activity: an integrated model for the “Bee Life” case for organic agriculture” (Scuola di Lettere, Università di Bologna, 2012-16).
Master di I livello in Economia dell’Impresa Cooperativa (Scuola di Economia, Università di Bologna, 2018-19).
Corso in Europrogettazione (Europe Project Forum Foundation, 2019).
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